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News / Iniziative / Primo Piano
  Azioni terroristiche, sfida allo Stato e alle associazioni - 21/04/2016

Un incendio, forse di origine dolosa, ha praticamente distrutto il bene confiscato alla camorra di via Salvatore D’Amato, ingresso da via Pascoli. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 20.30 e hanno avvolto i circa 400 metri quadrati dei locali situati al piano terra, che al momento sono in fase di ristrutturazione. Sul posto Vigili del Fuoco e Carabinieri per i rilievi del caso. Il 27 ottobre scorso il Sindaco della città metropolitana di Napoli, Luigi De Magistris, aveva conferito il bene confiscato di Corso D’Amato, 78/80 alle associazioni “dal basso”, “Movimento Vivace”, “Aria Pulita”, “Legambiente Arzano piccole e grandi iniziative”. Una struttura lasciata al degrado, sottratta definitivamente alla criminalità organizzata, con il progetto “ex-macelleria sociale” valutato idoneo dal “Consorzio Sole”, Ente Provinciale nato per istruire i processi di assegnazione dei beni confiscati. Stasera le fiamme hanno bruciato i sogni di questi ragazzi e di tutta la popolazione onesta. Domani un comunicato delle associazioni.Registriamo una preoccupante recrudescenza di violenza e attentati armati a Napoli. Addirittura si sparano 40 proiettili contro una caserma dei Carabinieri nel quartiere Secondigliano in segno di sfida. Un quadro inquietante che diventa ancora più fosco con il raid incendiario avvenuto ad Arzano, in via Salvatore D’Amato, ingresso da via Pascoli contro un bene confiscato e affidato a un cartello di associazioni”. Lo dice Vincenzo Viglione, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e segretario della Commissione anticamorra. “Se confermata l'ipotesi dolosa sono andati distrutti circa 400 metri quadrati - riflette Viglione - ciò avviene alla vigilia della discussione in Commissione sul nuovo testo di legge regionale in tema di beni confiscati”. “Episodio gravissimo che suona come una macabra sfida - sottolinea - che la criminalità sta lanciando oltre che ai rappresentanti dello Stato anche alle forze sane dei territori”. “Non si tratta più solo di ‘stese’ camorriste ma di un vero e proprio terrorismo criminale - evidenzia Viglione - un salto di qualità inquietante anche per le troppe armi in circolazione”. “C’è un pericolo per i napoletani e campani - conclude - alla luce dei fatti la presenza dell’esercito non agisce come deterrente occorre dare un nuovo slancio alle attività istituzionali e politiche finalizzate al contrasto vero alla camorra e alla riconquista dei territori come fanno le associazioni”.



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