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  Arzano – La commissione di Accesso a caccia di bilanci, di incarichi esterni e di consulenti contabili della ex Arzano Multiservizi e dell’Artianum. - 19/11/2014

Arzano – Società di servizi, la commissione di Accesso a caccia di bilanci, di incarichi esterni e di consulenti contabili della ex Arzano Multiservizi e dell’Artianum. Che il Comune facesse acqua da tutte le parti, questo lo si sapeva, tant’è che l’attuale società comunale nata dalla ex Multiservizi è stata messa in liquidazione nel 2013. Una bocciatura che avvenne sulla presentazione del bilancio d’esercizio 2012 che l’azienda comunale depositò in municipio. Decisione comunicata e sottoposta anche alla triade degli ex revisori contabili oggi componenti dell’AUDIT, Legorano, Pollice e Vitagliano. Il bilancio proposto all’epoca dalla società avrebbe presentato anche una serie di incongruenze relative ad alcune fatture di lavori eseguiti sembra senza atto di indirizzo politico e gestionale, e di crediti vantati nei confronti degli utenti per la bollettazione dell’idrico che si aggirerebbero attorno ai 4 milioni di euro. La messa in liquidazione e successivo scioglimento della partecipata che si occupa anche della gestione della rete idrica ormai sarebbe quasi scongiurata, considerato che il nuovo liquidatore avrebbe sanato il milionario “buco di bilancio”. Una società nata dalla ceneri della ex Arzano Multiservizi colpita da interdittiva Antimafia. Una società finita nel 2012 anche nel mirino delle Corte dei Conti con una serie di osservazioni decretava: “Desta preoccupazione l’elevato importo dei debiti a breve (euro 6.556.910) e l’elevato importo dei crediti a breve (euro 4.193.441)". Il Collegio evidenziava come l’Artianum sia una società che "presenta indicatori della gestione in disequilibrio”. Nessuno ne parla ufficialmente, ma oramai le difficoltà economiche in termini di bilancio e la lentezza nel recuperare i crediti vantati, stanno scatenando le attenzioni di quasi tutti gli organi sovra comunali. Il Comune, salvo miracoli, potrebbe non garantire in futuro il sostentamento finanziario di un azienda in forte difficoltà che si spera almeno salvaguardi i dipendenti inconsapevoli. Ovviamente, per onestà intellettuale ed è bene dirlo, tutto nasce da una infelice scelta politica del passato. A denunciare la gestione fallimentare e clientelare della ex Arzano Multiservizi anche l’ex Onorevole Antonio Pezzella che nel 2008, da profeta in patria, presentò una esplosiva interrogazione parlamentare. “Nonostante il consiglio comunale di Arzano abbia da tempo deliberato lo scioglimento della societa' mista Arzano Multiservizi Spa, l'Amministrazione comunale, in modo gravemente omissivo e lesivo in termini finanziari per l'Ente, non ha ancora provveduto a nominare un liquidatore; sebbene il comune non conosca allo stato la situazione debitoria che erediterà dalla Arzano Multiservizi Spa, ipotizzata intorno ai 3-4 milioni di euro, e soprattutto, nonostante gli indirizzi severi previsti dal Governo nella Finanziaria 2008 ed addirittura, un ordine del giorno (9/3256/294), a prima firma dell'interrogante, accolto dal Governo, finalizzato a valutare l'opportunità' emanare disposizioni più intransigenti nella costituzione di società miste o in house da parte di amministrazioni pubbliche colpite da interdittiva antimafia in altre partecipate o con pesanti situazioni debitorie, l'Amministrazione comunale di Arzano, con tre sedute di consiglio comunale, viziate secondo a quanto risulta all'interrogante anche dal punto di vista procedurale (prive di parere dei revisori dei conti e di un analitico studio di mercato e di fattibilita'), ivi compresa la seduta di assestamento di bilancio, tutte forzatamente svoltesi nel periodo tra Natale e Capodanno secondo l'interrogante per eludere la Finanziaria, ha approvato la costituzione di una nuova societa' in house tutta a capitale pubblico ed avviato la pratica di affidamento di alcuni servizi pubblici (idrico e verde); la costituzione di un nuova societa'”. Parole durissime quelle dell’ex onorevole proprio sulla gestione della partecipate che finì anche al centro di minacce unitamente al giornalista Mimmo Rubio e il comandante della locale Tenenza dei carabinieri dell’epoca Ragucci. Una gestione che con molta probabilità non è sfuggita alla commissione d’Accesso guidata dal Prefetto Antonio Contarino, che avrebbe deciso di vederci chiaro. Innanzitutto, la quantizzazione del reale debito della ex partecipata nei confronti dei creditori, la "scomparsa" dei soci privati e quindi la loro identificazione, e tutti gli atti relativi anche ai beni e ai bilanci. Giuseppe Bianco



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