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News / Iniziative / Primo Piano
  Arzano – Via Pescatore come Venezia: protestano i residenti per l'assenza delle fogne. - 16/12/2014

Arzano – Via Pescatore come Venezia, protestano i residenti per l'assenza delle fogne. Può sembrare uno scherzo che, a dicembre del 2014, una città come Arzano non riesca a garantire ai propri cittadini un servizio essenziale quale quello delle fognature. Purtroppo, non è uno scherzo! Entrati da tempo nel nuovo millennio capita di trovare, in terra industriale, interi quartieri privi dei servizi essenziali per un “vivere civile”: Il Comune non garantisce le fogne a tutti i propri cittadini. Sono bastati pochi giorni di pioggia per trasformare alcune zone in un fiume di fango. Un paio di forti temporali d’autunno ed è riesplosa l’emergenza. Qui è cresciuto un vero e proprio quartiere, in parte abusivo ma che reclama a gran voce vivibiltà e infrastrutture. Sarebbero infatti, diverse le strade non ancora allacciate al sistema fognario. Problemi che si trascinano avanti da decenni, ma che si sono aggravati dopo che privati cittadini hanno recintato i propri appezzamenti di terreno causando una sorte di barriera al regolare deflusso delle acque piovane nei terreni adiacenti. Deflusso che grazie all'assorbimento dei suoli avrebbe funto da filtro. Una situazione paradossale che vede una zona della città ancora priva di fogne e caditoie stradali. Una zona periferica che nonostante in numerosi abbiano già pagato in alcuni casi gli oneri di urbanizzazione primaria e avanzato richiesta di condono, dal Comune tutto tace come sempre accaduto negli ultimi anni. “Il Comune di Arzano conosce bene il problema – ha dichiarato il Vincenzo Piscopo, uno dei residenti della zona -. All'Ufficio tecnico abbiamo esposto diverse volte la problematica, ma la risposta era e resta sempre la stessa: Si devono fare le fognature. Ma quanti anni, sono decenni, ci vorranno ancora per risolvere questo problema e “normalizzare” finalmente questa zona periferica della nostra città? Un paradosso che mette a confronto un paese piu' impeganto ad accendere luminarie che approfondire aspetti quotidiani di alto interesse per la comunità. “ Non saremo mica cittadini di serie B? E da anni che ci sentimao presi in giro con promesse e impegni di risoluzione da parte sia della politica locale che dai vari dirigenti che si sono alternati in comune. Ci appelliamo, qundi come ultima spiaggia, al Commissario Straordinario Maria Santorufo affinchè, oltre a valutare soluzioni tampone, nell'immediato scongiurino danni e conseguenze varie, si possa anche programmare per il breve futuro la realizzazione dell'impinato fognario”. Non si può più aspettare con questi interventi: è ora che l'Amministrazione risponda alle richieste dei cittadini e che, nei nuovi progetti urbanistici, preveda l'adeguamento del sistema fognario prima di mettere in cantiere altri programmi come il pagamento dei compensi che dalle stanze di qualche dirigente sarebbe stata messa in cantiere per pagare i tecnici del bando “Jessica” pari a 98mila euro, ma mai decollato. Giuseppe Bianco

  Arzano – Inquinamento elettromagnetico, scattano le indagini della Polizia locale. - 16/12/2014

Arzano – Inquinamento elettromagnetico, scattano le indagini della Polizia locale. Sospese tre concessioni per carenza e incongruenza documentale. Dopo una serie di segnalazioni di cittadini con tanto di esposti e denunce perchè preoccupati per la proria salute a seguito dell'istallazione di enormi piloni da parte di note società telefoniche internazionali, sono partite indagini serrate. Un giallo nel giallo che avrebbe consentito di appurare, dopo le relazioni dell'ufficio Urbanistica, che in alcuni casi le pratiche sarebbero state integrate con allegato le cartografie del Piano Regolatore Generale bocciato nel 2010. Oltre la mancanza delle certificazioni Arpac. Anche su questo aspetto gli inquirenti avrebbero segnalato il caso alla Procura della Repubblica per gli eventuali e consequenziali provvedimenti di natura penale. I caschi bianchi coordinati dal colonello Angela Errichiello e coadiuvati dall'ufficio Suap, hanno appurato che alcune di queste sarebbero state rilasciate con la formula del silenzio assesnso. Cioè, senza alcun controllo propedeutico da parte di alcun ufficio in merito alla legittimità e completezza della documentazione. Il tutto era iniziato con una protesta dei residenti di via Tavernola e traverse per l’installazione di un ripetitore. Appello inviato anche al Commissario prefettizio, Maria Santorufo che si era subito attivata in merito. Le zone interessate sono circondate da fabbricati, e il fatto che debba sorgere un ripetitore a pochi passi dalle case, non sta facendo dormire sonni tranqilli ai cittadini della zona che chiedono chiarezza. Le antenne in questione dovrebbero sorgere su aree private tra cui la zona squillace e altre sempre in via Tavernola. Non essendoci nessun piano antenne, ai privati è concesso di dare alle aziende di telefonia l’autorizzazione ad installare i ripetitori sui suoli privati. Ma ovviamente con tutte le autorizzazioni che in questo caso, almeno da quello che trapela, si sarebbero limitate alla presentazione di una semplice Scia presso l'ufficio tecnico. Bypassando il Suap, competente in materia di rilascio, e il settore ambiente. I procedimenti autorizzatori infatti, relativi alle infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici, le procedure semplificate per determinate tipologie di impianti e le variazioni non sostanziali degli impianti sono di competenza del Servizio sistema orientamento fare impresa – SUAP. A seguito delle segnalazioni, sarebbero subito partiti gli accertamenti, chiedendo documenti al proprietario dei suoli sui cui stanno procedendo i lavori per la costruzione dell’impianto. L’attività di fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica è assoggettata ad una autorizzazione generale ai sensi del D.Lgs 1 agosto 2003. Le singole fattispecie procedurali sono definite dagli artt. 87 e segg. del medesimo D.Lgs. sulla base delle caratteristiche degli impianti o del tipo di variazioni da cui gli stessi sono interessati (potenza, eventuale presenza di infrastrutture preesistenti, dimensioni degli impianti radianti). A seconda del ricorrere o meno di tali caratteristiche, la normativa vigente prevede l'assoggettabilità della procedura a fattispecie diversamente regolate, per cui, ad esempio, per l’installazione di infrastrutture con potenza superiore ai 20 watt sarà necessario l’inoltro di un' istanza ed il rilascio da parte del SUAP di un provvedimento autorizzativo entro 90 giorni dall’avvio del procedimento. Inoltre, il rispetto delle norme sulla protezione ambientale dall’esposizione a campi elettromagnetici indotti da impianti fissi per le telecomunicazioni e per la radiotelevisione, compreso le certificazioni Arpac. Giuseppe Bianco

  Casavatore, ricorso commissione di garanzia, possibili espulsione e commissariamenti‏ - 16/12/2014

Casavatore - Casavatore : PD nella bufera tra dimissioni in massa e sfiducia all'ex sindaco Salvatore Sannino. Parte proprio da Sannino e dal suo gruppo dirigente, il ricorso alla Commissione provinciale di garanzia per salvare un PD “mummificato”. Intanto il senatore Pasquale Sollo scalda i motori. Le motivazioni del ricorso sarebbero strettamente politiche: violazione dello statuto del Partito, irregolarità ma anche questioni come la sfiducia all'ex primo cittadino. Intanto si profilerebbe l'espulsione dal partito di Salvatore Silvestri, Antonio Cinque, Simone Perrotta, Pasquale Palmentieri e il commissariamento della sezione e del segretario Pasquale Bussola. Sono queste le richieste avanzate alla commissione di garanzia che dopo aver sentito in audizione i contendenti venerdì 19, si esprimerà definitivamnete lunedì 22 dicembre. “Saremo sereni a valutare i comportamenti politici soprattutto nell'interesse della città che non può rimanre senza una guida autorevole”, ha affermato Goisuè De Rosa componente del comitato di garanzia deidemocratici. “ Siamo fortemente preoccupati di quanto sta accadendo nell'area nord, con la desertificazione industriale, commerciale e soprattuto della coesione sociale. Non c'è un adeguata classe politica che ne sappia interpretare le difficoltà e darne una efficace risposta”. La mozione di sfiducia e il ricorso alla Commissione provinciale di Garanzia, per come si sono svolte, sono le notizie del giorno, ma sono anche la logica conseguenza di una protesta che punta il dito su un PD locale. Ora bisogna attendere venerdì per capire quali motivazioni metteranno sul tavolo ex sindaco, consiglieri e segretario cittadino per cercaredi far spostare l'ago della bilancia in loro favore. “Salterà qualche “testa”, ma sicuramente gli elettori di centrosinistra che li hanno scelti per governare non sono felici di assistere a questo spettacolo” affermail consigliere Regionale Angelo Marino.Uno scontro politico che nel Pd ha sconquassato l'elettorato e fatto capire poco o niente sui reali motivi. Tant'è, che dall'atto di sfiducia sarebbe emerso quale motivazioni principe, il cattivo funzionamento e gestione dei lavori del consiglio comunale. Un po' poco per chi sfiducia un sindaco. Ma aldilà delle correnti di pensiero, sarà la Commissione di Garanzia a decidere le sorti future degli esponenti casavatoresi che di certo non hanno dato un bello spettacolo. Giuseppe Bianco



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